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domenica 29 aprile 2012

Acerra, imminenti le elezioni comunali: per chi tifa la camorra?



E’ notte. Una moto di grossa cilindrata. Un malintenzionato col casco integrale. Un candidato al consiglio comunale. Uno schiaffo e una minaccia. La paura. Un candidato in meno. La morte della democrazia. La fine della società. Il fallimento dell’uomo. Ad Acerra la camorra è tornata a palesarsi. Lo ha fatto con la violenza, la forza dei deboli d’idea. Nelle ultime settimane, a ridosso delle imminenti elezioni, tendono alla decina gli atti intimidatori – pubblicamente acclarati – alle spese dei candidati in lizza. C’è chi è stato vittima di un raid notturno, chi ha ricevuto una lettera minatoria, chi è stato minacciato con tanto di sfoggio del “ferro”, chi ha visto la porta di casa danneggiata, chi ha rinvenuto un proiettile dinanzi all’uscio della propria abitazione e chi è stato “avvertito” davanti alla figlia affetta da grave handicap. Eppoi le infiltrazioni tra gli stessi candidati: rapinatori, estorsori, pregiudicati per tentato omicidio. Senza contare le quantomeno scomode parentele di taluni altri.  I finanziamenti europei, gli appalti, l’inceneritore, i lavori ferroviari, il sempre fiorente campo edilizio, i terreni ad uso agricolo, la Montefibre, le discariche: la camorra vuole mettere le mani su tutto. Sei mesi fa, il pentito Di Fiore ha reso edotta la DDA (direzione distrettuale antimafia) circa i rapporti che intercorrono tra i politici locali e i clan, che vengono informati su ogni business appena profilatosi da funzionari conniventi, cosicché amici-imprenditori possano intervenire dando adito al riciclaggio di denaro sporco. A meno di una settimana dalle prossime elezioni, uno scenario a dir poco agghiacciante. Ne abbiamo parlato con Michelangelo Riemma, ex sindaco di Acerra, che, dissuaso dai suoi familiari, ha rinunciato alla competizione elettorale dietro minaccia di ritorsioni.  

L'intervista

Dott. Riemma, a fronte dell’intervento della camorra, che ha senza dubbio viziato le imminenti elezioni comunali, ritiene ci siano i presupposti necessari per andare a votare i prossimi 6 e 7 maggio?
«Effettivamente, oltre alla mia, ci sono state anche altre denunce e so che la questione è all’attenzione del Prefetto. Durante una conferenza stampa che si è tenuta qualche giorno fa, io ho parlato di voto inquinato. Noto che c’è diffidenza, preoccupazione e anche disaffezione nei confronti di questa campagna elettorale da parte di diversi candidati; alcuni, pur essendolo ancora, non svolgono più la propaganda. Questo è un dato inquietante. Si può sicuramente pensare all’esistenza di qualcosa o qualcheduno che voleva o vorrebbe rallentare almeno una parte di una coalizione facendo in modo che non sia incisiva e presente in campagna elettorale. E, forse, ci sta pure riuscendo».

A questo proposito: Domenico De Luca, il candidato sindaco del centrosinistra da lei sponsorizzato, alla luce degli episodi di violenza che per la stragrande maggioranza hanno visto quali vittime esponenti di liste sostenenti la sua designazione a primo cittadino di Acerra, ebbe a dichiarare che “vogliono spostare i consensi verso altre coalizioni”. Come a suggerire che se ci sono i martiri politici, allora ci saranno anche dei beneficiari politici benvoluti dalla malavita organizzata.
«Anzitutto ci tengo a precisare che continuo a sostenere De Luca, sebbene mi sia visto costretto a ritirare la candidatura in suo appoggio. Certamente, se noi ci soffermassimo a fare un’analisi, potremmo constatare come questi atti di violenza, eccetto l’episodio di un proiettile ritrovato sull’uscio di casa di un candidato appartenente alla sfera di centrodestra, almeno per quanto attiene a ciò che è stato chiarito pubblicamente, sono sempre e soltanto avvenuti ai danni della medesima coalizione (quella guidata da De Luca, ndr)».

Di più. Un’altra sequela di “strane coincidenze”, chiamiamole così, concerne alcune delle altre compagini politiche in bagarre elettorale, quasi a costituire – una volta congiunti tutti i pezzi – un allarmante puzzle: dei 5 pregiudicati per reati gravi – tra cui l’estorsione appannaggio dei clan – rilevati dallo screening delle forze dell’ordine, due appartengono a liste che appoggiano l’aspirante sindaco Raffaele Lettieri (Terzo Polo) [i nominativi dei restanti tre rimangono secretati], laddove un altro quotato pretendente alla fascia tricolore, Antonio Crimaldi (centrodestra), sarebbe – secondo gli organismi anticamorra che hanno scandagliato le sue parentele – nipote di quel Crimaldi, già consigliere comunale acerrano, sospettato di legami con le organizzazioni criminali e vittima di una faida nell’ambito della strage del ’92. Vengo al punto: secondo lei, Dott. Riemma, da questa palese convergenza di elementi, fatte le dovute premesse garantiste, si ha buon diritto di desumere per quali squadre faccia il tifo la camorra?
«(Ride, ndr) Questa è una bella domanda, una bella riflessione. Io penso che le forze dell’ordine, che mi sento di ringraziare – senza sviolinate di sorta – per l’umanità e l’attenzione con le quali stanno svolgendo un ottimo lavoro, debbano prestare attenzione a questi elementi nelle loro indagini. Ciononostante, come lei sa benissimo, non possiamo responsabilizzare soggetti che non sono stati sentenziati in prima persona come appartenenti al sistema della camorra. Però sono evidenti queste anomale concentrazioni da una parte e dall’altra, che – lo ripeto – non possono bastare a qualificare dei candidati a sindaco, fino a prova contraria estranei a certi contesti, come correlati ad ambienti malavitosi».

Pur tuttavia, hanno “tifosi” alquanto discutibili.
«Sì, diciamo così».

Domenico Maione

mercoledì 14 settembre 2011

Inchiesta a tradimento: Vincenzo Romano, l'ipocrisia fatta uomo


Nella foto, Vincenzo Romano ritratto un attimo prima di saziare la perversione di fare sesso con un rettile per poi tirarsela con gli amici.

Vincenzo Romano è uno SPORCO ipocrita. E non solo perché non si lava. Guardate, apprendete e diffondete:


In alto, pur senza citare Tolstoj, De Sio fa incetta di “Mi piace”. Sotto, l'infedele Romano viene smerdato in maniera epica.
Visto e considerato che l’imputato fedifrago si ostina a sostenere di aver ragguagliato l’alunno Rega circa la sua volontà di sostituirlo (ma chi sei mister Prandelli?), come se il fatto implicasse la sistematica discolpa, abbiamo verificato l’attendibilità della bieca perorazione difensiva, attingendo a un’inconfutabile fonte. La parte lesa Michele Rega, a precisa domanda (Michele, confermi che Vincenzo ti aveva avvisato di voler cambiare compagno di banco?, ndr) ha così risposto:

Da notare la facilità di congiuntivo del Rega e l’annessa esclamazione di giubilo “yeah!”, decisamente poco etero da parte sua. Sopra, Vittorio Stumpo millanta poteri vudù. 

Aggiornamenti in tempo reale:

Moana Pozzi rediviva: “Sospendo la mia presunta morte solo per dichiarare che Michele Rega è l’unico che in fatto di inculate ricevute mi surclassa alla grandissima”.

Numerosi gli auguri pervenuti dal mondo del porno alla matricola da poco iniziata alla professione. Eva Henger al neo-collega Rega: “Buon compleANO”.

Oltre al contratto sostanzioso, il regista Tinto Brass ha già pronto lo pseudonimo del nuovo cavallo di battaglia della sua scuderia: “Si chiamerà Michele Sega”. Ammazza che fantasia!

Contattato in esclusiva, il compagno di classe Nappus, affetto da un'incipiente calvizie, ha chiosato non senza una gaffe: “Lo scandalo deskmate forever? Da mani nei capelli”.

Zlatan Ibrahimovic sulla indecorosa vicenda (col suo italiano in grande spolvero): “Romano è traditore, peggio che me. Io in confronto idolo iuventini”.

Alena Seredova si dice comprensiva: “Capisco Romano, Maione è pur sempre un bel bocconcino”. <--- Nun vogl fa 'o BUFFON, ma questo è un esplicito ammiccamento.

Thanks to...

Il primo omaggio di gratitudine è indirizzato a Rocco Mariano, per l’immancabile supporto morale. Marià, sei il mio più saldo sostegno, la mia ringhiera. Però vaffanculo senza motivo!

Si ringrazia, come al solito, un semper sontuoso Davide Caiazzo, autore della massima filo-cristiana: ”La verità viene sempre a galla”. Caià, porcaccio Giuda, ma quante ne sai?!?

Grazie anche a Moana Pozzi, per l’occasione sottrattasi alla sua esistenza ritagliata ai margini della società. Volete sapere dove si nasconde? Semplice, nelle cassette che Antonio Tranchese ammanta sotto il letto di sua sorella.

Eva, forse non lo sai, ma con quell’accento dell’est che ti mangi le doppie hai fatto una battuta. Congratulations!

Cara Alena, mi lusinghi! Anche tu non sei malaccio...

Vi lascio con un’ultima chicca. Lo sapevate che Giuseppe Iossa impiega 5 minuti per lavarsi, e che Terracciano, nel medesimo intervallo di tempo, per sua stessa ammissione (in prima superiore, quando pensava che meno ci mettevi meglio era), suona al campanello, soddisfa le voglie sessuali dell’amata e si fa la doccia?

Assunto che l'espressione utilizzata non era un modo di dire, se anche voi aveste a disposizione 5 minuti per lavarvi, dell'igiene di cosa vi premurereste di più: denti, parti intime, ascelle o viso?

Manda una mail a infoportale@sanita.it, il Ministero della Salute della Repubblica italiana deve assolutamente sapere! 

Dedico questo post al mio compagno di banco. Che non mi ha mai tradito. Almeno credo…

Domenico Maione

domenica 1 maggio 2011

Inchiesta, Liceo S. Cantone di Pomigliano: gli studenti sognano una scuola. Non è una battuta!


Plesso centrale (a sinistra) e plesso Guadagni (a destra) immortalati in tutta la loro triste bellezza

Al liceo Salvatore Cantone di Pomigliano d’Arco manca una sola cosa: la scritta “lo studio rende liberi”. Fino a qualche tempo fa c’era persino il filo spinato e la situazione era così desolante da poter essere assimilata alla riedizione scolastica di Auschwitz. Parafrasando Primo Levi, verrebbe da chiedersi “se questa è una scuola”, perché le palestre dell’edificio scolastico erano state concepite per essere garage e le aule sono cucine, camere da letto e bagni strappati al loro destino: in poche parole, hanno appioppato un condominio a malcapitati alunni che, stona a sentirsi, sognano una scuola. Tra pilastri “egocentrici” (nel senso che si piazzano nel bel mezzo delle aule), imperiture infiltrazioni (che si sospetta celino improbabili falde acquifere), termosifoni “ambientalisti” (ostinati a non funzionare per patrocinare il mondo dall’effetto serra) e chi più ne ha più ne metta - per il tetro scenario - verrebbe quasi da gettarsi da uno dei tanti balconi pericolanti (solo l’anno scorso messi a norma); ma non si può: ci sono le cancellate, vezzeggiativo di grate.

Caratteristico pilastro "egocentrico"

Un condominio, e per giunta tra i più fatiscenti. Tant’è che lo zelante amministratore, alias il preside, al secolo Alfonso Cepparulo, non ha potuto che limitarsi ad interventi accessori; il che equivale ad incorniciare una tela che raffigura degli scarabocchi. Il problema di fondo, infatti, risiede nella struttura, che è semplicemente adibita ad uso scolastico: al fine di rendere l’idea, è come se un bel giorno finisci i preservativi e, per “rattoppare”, usi un palloncino. Magari, è a questa brillante intuizione che alcuni alunni di questa scuola devono la vita; ciononostante, il piano di evacuazione, scaturito dal medesimo principio, – in caso di eventi funesti – pone seri dubbi sulla prosecuzione della stessa. Una potenziale via di fuga “sarebbe” difatti ritratta nella foto (1), e guardandola capirete i perché del verbo usato al condizionale: si tratta di un angusto corridoio, dove sono affastellati banchi e sedie. Ergo, in caso d’emergenza, oltre alle convenzionali misure cautelative, bisognerebbe dribblare il desueto armamentario scolastico che occlude l’uscita in blocco, smarcarsi davanti all’uscio e guadagnare l’uscita. Suppongo che Lionel Messi possa riuscire nell’impresa, a patto – però – che sia in un discreto stato di forma. Chiaramente, il caso esposto rappresenta l’estrema conseguenza di una comunque sentita problematica, cagionata dalla presenza di corridoi e porte non conformi alle direttive di sicurezza prescritte.

(1)Corridoio che scopro essere il "covo delle fumatrici"

“Come definireste una struttura che mette a repentaglio la cosa più importante che abbiamo, cioè il nostro futuro? Credo che tutti debbano avere la possibilità di istruirsi in un luogo idoneo, e il liceo Cantone non è tale – ammonisce Vincenzo Romano, benemerito rappresentante d’istituto in carica - Qui, la situazione è di grande disagio”. Come dargli torto? Al Cantone ci sono così tanti problemi che il più grande è ricordarli tutti. E pensare che la soluzione alle deficienze strutturali dell’istituto balenava nella mente della classe politica locale da molto tempo, allorquando gli attuali studenti non erano nemmeno un’idea nella testa dei loro genitori. Il deprecabile immobilismo ha termine con la deliberazione del 19 dicembre 2002, nella quale viene indicata in via Nazionale delle Puglie l’area (27.000 mq) dove sarà ubicata la “Cittadella Scolastica”: un complesso di sette mastodontici edifici con tanto di 100 aule didattiche e laboratoriali, attrezzature sportive , auditorium e impianti moderni per il risparmio energetico. La spesa complessiva gravita intorno ai 21 milioni di euro, investimento senza precedenti nella storia dell’edilizia scolastica campana, che risolverebbe in via definitiva l’abietta condizione in cui versano il Liceo Salvatore Cantone e l’Istituto Statale Istruzione Superiore “Europa”. La promotrice sinistra democratica pomiglianese fa dell’opera un manifesto, in tutti i sensi: per una politica al servizio dei giovani e per una politica propagandista che accelera le pratiche in concomitanza di una qualche elezione, con l’intento di tradurre in preferenze i volantini ritraenti l’avveniristico progetto.

Obbrobri vari di difficile definizione

Seguita il cambio di regia, con l’avvicendamento delle forze politiche, che non varia comunque il biasimevole copione: sotto la legislatura di Lello Russo (Pdl), attuale sindaco di Pomigliano, nella deliberazione della Giunta comunale n. 199 dell’8 luglio 2010, si fa presente “che dall’attento esame dei grafici del progetto definitivo della Cittadella si rileva che le esigenze didattiche della platea scolastica degli istituti superiori non sono soddisfatte in maniera esaustiva “. Infatti, “la suddivisione degli edifici scolastici in bienni e trienni, creerebbe fastidiose promiscuità e interferenze nelle attività scolastiche di istituti di diversa formazione”. Parola chiave: promiscuità. Stando agli atti, è per questo motivo che il progetto esecutivo viene bloccato, proprio ad un passo dall’indizione della gara d’appalto. Sta di fatto che l’inconsistenza della proroga è facilmente riscontrabile, in quanto nello stesso Liceo Salvatore Cantone convivono placidamente tre indirizzi formativi (Scientifico, Sociale e Pedagogico) e la “promiscuità” non è mai stata contemplata tra le annose problematiche. Una spiegazione, molto più convincente di quella resa, è riconducibile ad una finalità demagogica: nessun merito sarebbe stato infatti riconosciuto a "Russo and Company", qualora si fossero limitati a portare a termine l’opera concepita da una diversa amministrazione; inoltre, la gestione di un così esoso esborso fa gola e non poco. Morale della favola: la politica si impegna in inutili querelle e gli studenti, posti tra i due fuochi, ne pagano le conseguenze.

Atrio di una sedicente palestra

“Durante questa stagione scolastica, c’è stata una grande mobilitazione studentesca; abbiamo avuto persino un tavolo con il sindaco di Pomigliano, Lello Russo. Tuttavia, nulla è valso a nulla e ci siamo sentiti presi per i fondelli”. Un fermo Nappo Luigi, portavoce degli studenti, punta il dito contro le istituzioni, ree di non essere risolute nella loro azione. “Ci pisciano addosso e ci dicono che piove”, per dirla alla Marco Travaglio. Una medesima sensazione fu quella che provò il sottoscritto, durante un incontro con l’assessore all’edilizia scolastica, Marco De Stefano: correva l’anno 2010 e, in occasione di un sit-in tenuto a ridosso della sede della Provincia, una rappresentanza di studenti ottenne udienza. Dopo un comizio durato un paio di orette, al quale la personalità politica si assicurò che assistesse una giornalista così che potesse testimoniare di come si dia ascolto ai giovani, mi arrischiai denunciando la mancata concretezza della base sulla quale, da due anni, si continuasse a procrastinare l’indizione della gara d’appalto, provocando, tra l’altro, lo scialacquamento del denaro pubblico impiegato per l’affitto degli edifici che ospitano Cantone e ISIS Europa. La responsabilità fu riversata sulla reticenza di Lello Russo, che, qualche tempo dopo, durante un incontro con gli studenti, farà il contrario. Poi, d’un tratto, l’assessore rimembra un inderogabile impegno e liquida la mia insistenza con una frase tanto retorica quanto evasiva (modo garbato per dire che se la diede a gambe): “Non dobbiamo pensare al passato, ma al futuro”. Da quel giorno sono passati alcuni mesi e quel futuro è presto diventato passato; ma non mettiamogli troppa fretta: due anni e mezzo sono solo la metà di un lustro, un quarantesimo di secolo e un quattrocentesimo di millennio. Basta incolpare puntualmente i politici. Se l’amministrazione della cosa pubblica non funziona, non è mica colpa degli amministratori. Personalmente, posso solo ringraziare il cielo per lo zelo e la generosità della politica: in effetti, mi ha dato tutto quello che non ho. Scritta nazista in primis.

Lo scopo di questo articolo è quello di portare alla conoscenza della collettività la condizione cui sono costretti gli alunni di questa scuola. Si prega, pertanto, di condividerlo con amici e conoscenti al fine di catalizzare l'attenzione sulla questione.

a cura di Domenico Maione
domenicomaione92@gmail.com

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