E’ notte. Una
moto di grossa cilindrata. Un malintenzionato col casco integrale. Un candidato
al consiglio comunale. Uno schiaffo e una minaccia. La paura. Un candidato in
meno. La morte della democrazia. La fine della società. Il fallimento
dell’uomo. Ad Acerra la camorra è tornata a palesarsi. Lo ha fatto con la
violenza, la forza dei deboli d’idea. Nelle ultime settimane, a ridosso delle
imminenti elezioni, tendono alla decina gli atti intimidatori – pubblicamente acclarati
– alle spese dei candidati in lizza. C’è chi è stato vittima di un raid
notturno, chi ha ricevuto una lettera minatoria, chi è stato minacciato con
tanto di sfoggio del “ferro”, chi ha visto la porta di casa danneggiata, chi ha
rinvenuto un proiettile dinanzi all’uscio della propria abitazione e chi è
stato “avvertito” davanti alla figlia affetta da grave handicap. Eppoi le
infiltrazioni tra gli stessi candidati: rapinatori, estorsori, pregiudicati per
tentato omicidio. Senza contare le quantomeno scomode parentele di taluni
altri. I finanziamenti europei, gli
appalti, l’inceneritore, i lavori ferroviari, il sempre fiorente campo
edilizio, i terreni ad uso agricolo, la Montefibre, le discariche: la camorra
vuole mettere le mani su tutto. Sei mesi fa, il pentito Di Fiore ha reso edotta
la DDA (direzione distrettuale antimafia) circa i rapporti che intercorrono tra
i politici locali e i clan, che vengono informati su ogni business appena
profilatosi da funzionari conniventi, cosicché amici-imprenditori possano
intervenire dando adito al riciclaggio di denaro sporco. A meno di una
settimana dalle prossime elezioni, uno scenario a dir poco agghiacciante. Ne
abbiamo parlato con Michelangelo Riemma, ex sindaco di Acerra, che, dissuaso dai
suoi familiari, ha rinunciato alla competizione elettorale dietro minaccia di
ritorsioni.
L'intervista
Dott. Riemma, a fronte
dell’intervento della camorra, che ha senza dubbio viziato le imminenti
elezioni comunali, ritiene ci siano i presupposti necessari per andare a votare
i prossimi 6 e 7 maggio?
«Effettivamente,
oltre alla mia, ci sono state anche altre denunce e so che la questione è
all’attenzione del Prefetto. Durante una conferenza stampa che si è tenuta
qualche giorno fa, io ho parlato di voto inquinato. Noto che c’è diffidenza,
preoccupazione e anche disaffezione nei confronti di questa campagna elettorale
da parte di diversi candidati; alcuni, pur essendolo ancora, non svolgono più
la propaganda. Questo è un dato inquietante. Si può sicuramente pensare
all’esistenza di qualcosa o qualcheduno che voleva o vorrebbe rallentare almeno
una parte di una coalizione facendo in modo che non sia incisiva e presente in
campagna elettorale. E, forse, ci sta pure riuscendo».
A questo proposito: Domenico De Luca,
il candidato sindaco del centrosinistra da lei sponsorizzato, alla luce degli
episodi di violenza che per la stragrande maggioranza hanno visto quali vittime
esponenti di liste sostenenti la sua designazione a primo cittadino di Acerra,
ebbe a dichiarare che “vogliono spostare i consensi verso altre coalizioni”.
Come a suggerire che se ci sono i martiri politici, allora ci saranno anche dei
beneficiari politici benvoluti dalla malavita organizzata.
«Anzitutto
ci tengo a precisare che continuo a sostenere De Luca, sebbene mi sia visto
costretto a ritirare la candidatura in suo appoggio. Certamente, se noi ci
soffermassimo a fare un’analisi, potremmo constatare come questi atti di
violenza, eccetto l’episodio di un proiettile ritrovato sull’uscio di casa di
un candidato appartenente alla sfera di centrodestra, almeno per quanto attiene
a ciò che è stato chiarito pubblicamente, sono sempre e soltanto avvenuti ai
danni della medesima coalizione (quella guidata da De Luca, ndr)».
Di più. Un’altra sequela di “strane
coincidenze”, chiamiamole così, concerne alcune delle altre compagini politiche
in bagarre elettorale, quasi a costituire – una volta congiunti tutti i pezzi –
un allarmante puzzle: dei 5 pregiudicati per reati gravi – tra cui l’estorsione
appannaggio dei clan – rilevati dallo screening delle forze dell’ordine, due
appartengono a liste che appoggiano l’aspirante sindaco Raffaele Lettieri
(Terzo Polo) [i nominativi dei restanti tre rimangono secretati], laddove un
altro quotato pretendente alla fascia tricolore, Antonio Crimaldi
(centrodestra), sarebbe – secondo gli organismi anticamorra che hanno
scandagliato le sue parentele – nipote di quel Crimaldi, già consigliere
comunale acerrano, sospettato di legami con le organizzazioni criminali e
vittima di una faida nell’ambito della strage del ’92. Vengo al punto: secondo
lei, Dott. Riemma, da questa palese convergenza di elementi, fatte le dovute premesse garantiste, si ha buon diritto
di desumere per quali squadre faccia il tifo la camorra?
«(Ride, ndr)
Questa è una bella domanda, una bella riflessione. Io penso che le forze
dell’ordine, che mi sento di ringraziare – senza sviolinate di sorta – per
l’umanità e l’attenzione con le quali stanno svolgendo un ottimo lavoro,
debbano prestare attenzione a questi elementi nelle loro indagini.
Ciononostante, come lei sa benissimo, non possiamo responsabilizzare soggetti
che non sono stati sentenziati in prima persona come appartenenti al sistema
della camorra. Però sono evidenti queste anomale concentrazioni da una parte e
dall’altra, che – lo ripeto – non possono bastare a qualificare dei candidati a
sindaco, fino a prova contraria estranei a certi contesti, come correlati ad
ambienti malavitosi».
Pur tuttavia, hanno “tifosi” alquanto
discutibili.
«Sì, diciamo
così».
Domenico Maione

Nessun commento:
Posta un commento