Siamo i Caf-kiani, i senza colpa esclusi dalle graduatorie provvisorie Adisu per un errore dei Caf e dei servizi di assistenza regionali che ci hanno fornito un modulo sbagliato, l’Isee ordinario, benché avessimo esplicitamente richiesto quello giusto, l’Isee Università. Fuori per colpa di qualche impiegato che abita l’incompetenza. Fuori per colpa di un legislatore nazionale che non è uscito dall’Iperuranio. Fuori per colpa di chi non studia e non si aggiorna. Di una burocrazia che non si apre fino in fondo alle tecnologie e all’innovazione: sarebbe bastato un software che segnalasse a monte l'errore. L'esempio pratico è illustrato in una nota tecnica a margine, ma detto in parole povere: con trentamila lire il sistema telematico Adisu il mio informatico lo avrebbe fatto meglio!
Di più. Al di là delle mancanze individuali, abbiamo cifre e documenti dimostranti come l’intera filiera informativa posta a garanzia del diritto allo studio in Campania non fosse all’altezza della situazione. Subito due cifre emblematiche: gli esclusi per vizio di forma della Federico II sono, secondo stime attendibili fornite dalla stessa Adisu, circa 500 su 7800 domande; 280/2300-2400 all'Orientale. Parliamo di quasi 800 studenti a cui è stato negato un sussidio spesso vitale per colpa altrui. Come si può facilmente comprendere, l’intero sistema si è rivelato fallimentare in barba alla Costituzione Italiana!
Ma, per saperne di più, abbiamo scandagliato la realtà burocratica dei Caf. Ho chiesto personalmente all’impiegata di un Caf sito a Pomigliano d’Arco, via Umberto I, di illustrarmi in che modo avviene il loro aggiornamento. La risposta: “Le informative arrivano via email”. La invito a digitare nella barra di ricerca della posta elettronica “MB2” (è la nomenclatura tecnica del modulo che occorreva a noi studenti): zero risultati. Le chiedo allora di cercare sotto la voce “Isee Università”: un solo risultato (foto 1). Ѐ un’informativa – datata 15 settembre 2015 – proveniente dall’Università di Tor Vergata di Roma, la sola università con la quale il mio Caf sia convenzionato. Questa informativa è la prova provata della negazione del diritto allo studio subita in Campania da quasi 800 studenti per diversi motivi:
- Se l’Adisu ha stipulato delle convenzioni con alcuni Caf, attraverso il suo sito ha invitato comunque gli studenti a servirsi di Caf che non ha provveduto a istruire (considerando molto difficoltoso catechizzare tutti i Caf, si poteva ad esempio pensare di ingiungere agli studenti di fare ricorso esclusivamente a quelli convenzionati, magari ampliandone il novero);
- L’Università di Tor Vergata si trova in Lazio. In molte regioni l’Isee Università si usa da tempo e quindi quell'informativa avrebbe potuto non fare testo per la Campania. Appare chiaro: la Federico II, l’Orientale e l’Adisu avevano il dovere di istruire i Caf prima di invitare l’utenza a ricorrervi, onde garantire nei fatti un diritto costituzionale. Ciò non toglie che anche gli impiegati dei Caf e dello stesso servizio assistenza Adisu sono responsabili: non si sono informati in proprio quando lo studente insospettito dalla dicitura “non applicabile alle prestazioni agevolate per il diritto allo studio” – presente sull’Isee ordinario – si è ripresentato a chiedere spiegazioni;
- La notifica è datata 15 settembre 2015. Il bando Adisu è uscito il 12 agosto 2015. Lo studente più diligente, che si è recato al mio Caf ai primi di settembre, è stato di fatto tagliato fuori. Quello più negligente, che ha procrastinato la pratica agli ultimi giorni utili, in linea teorica avrebbe potuto farcela. Questo il paradosso più assurdo di un sistema che ha fatto acqua da tutte le parti.
Si tratta di una fattispecie che dà la misura del tipo di aggiornamento cui si scelto di demandare la garanzia di un diritto capitale nella terra di Gaetano Filangieri. Niente a che vedere con la professionalità del mio barbiere Peppe “il biondo”, il quale segue ottimi corsi di aggiornamento al fine di garantire ai suoi clienti il diritto a sfoggiare l’hairstyle di Radja Nainggolan.
Da parte nostra, noi studenti stiamo parlando con la Regione e con l’Adisu per studiare una soluzione fattibile alla situazione. Da questa faccenda capiremo se l’intero sistema che gestisce il diritto allo studio in Campania è capace o meno di tenere il passo della storia e fare che il diritto detti la burocrazia piuttosto che il contrario. Peppe "blonde hair", help them!
(*) Sulla scorta di Telecom, si poteva pensare di inserire al termine del protocollo una coppia di cifre identificative: con “01” le compagnie telefoniche marchiano i contratti di rientro per applicare aggravi sulle tariffe, con la stessa serie (se non esiste già un’altra serie disambiguante nel numero di protocollo!) si sarebbe potuto marcare l’Isee ordinario per distinguerlo dall’Isee Università cosicché il sistema telematico Adisu, attraverso un algoritmo semplicissimo che un buon informatico avrebbe elaborato in dieci minuti, fosse in grado di invitare l’utente a rivolgersi ad un Caf più efficiente segnalando l’errore istantaneamente.


