![]() |
| Plesso centrale (a sinistra) e plesso Guadagni (a destra) immortalati in tutta la loro triste bellezza |
Al liceo Salvatore Cantone di Pomigliano d’Arco manca una sola cosa: la scritta “lo studio rende liberi”. Fino a qualche tempo fa c’era persino il filo spinato e la situazione era così desolante da poter essere assimilata alla riedizione scolastica di Auschwitz. Parafrasando Primo Levi, verrebbe da chiedersi “se questa è una scuola”, perché le palestre dell’edificio scolastico erano state concepite per essere garage e le aule sono cucine, camere da letto e bagni strappati al loro destino: in poche parole, hanno appioppato un condominio a malcapitati alunni che, stona a sentirsi, sognano una scuola. Tra pilastri “egocentrici” (nel senso che si piazzano nel bel mezzo delle aule), imperiture infiltrazioni (che si sospetta celino improbabili falde acquifere), termosifoni “ambientalisti” (ostinati a non funzionare per patrocinare il mondo dall’effetto serra) e chi più ne ha più ne metta - per il tetro scenario - verrebbe quasi da gettarsi da uno dei tanti balconi pericolanti (solo l’anno scorso messi a norma); ma non si può: ci sono le cancellate, vezzeggiativo di grate.
![]() |
| Caratteristico pilastro "egocentrico" |
Un condominio, e per giunta tra i più fatiscenti. Tant’è che lo zelante amministratore, alias il preside, al secolo Alfonso Cepparulo, non ha potuto che limitarsi ad interventi accessori; il che equivale ad incorniciare una tela che raffigura degli scarabocchi. Il problema di fondo, infatti, risiede nella struttura, che è semplicemente adibita ad uso scolastico: al fine di rendere l’idea, è come se un bel giorno finisci i preservativi e, per “rattoppare”, usi un palloncino. Magari, è a questa brillante intuizione che alcuni alunni di questa scuola devono la vita; ciononostante, il piano di evacuazione, scaturito dal medesimo principio, – in caso di eventi funesti – pone seri dubbi sulla prosecuzione della stessa. Una potenziale via di fuga “sarebbe” difatti ritratta nella foto (1), e guardandola capirete i perché del verbo usato al condizionale: si tratta di un angusto corridoio, dove sono affastellati banchi e sedie. Ergo, in caso d’emergenza, oltre alle convenzionali misure cautelative, bisognerebbe dribblare il desueto armamentario scolastico che occlude l’uscita in blocco, smarcarsi davanti all’uscio e guadagnare l’uscita. Suppongo che Lionel Messi possa riuscire nell’impresa, a patto – però – che sia in un discreto stato di forma. Chiaramente, il caso esposto rappresenta l’estrema conseguenza di una comunque sentita problematica, cagionata dalla presenza di corridoi e porte non conformi alle direttive di sicurezza prescritte.
![]() |
| (1)Corridoio che scopro essere il "covo delle fumatrici" |
“Come definireste una struttura che mette a repentaglio la cosa più importante che abbiamo, cioè il nostro futuro? Credo che tutti debbano avere la possibilità di istruirsi in un luogo idoneo, e il liceo Cantone non è tale – ammonisce Vincenzo Romano, benemerito rappresentante d’istituto in carica - Qui, la situazione è di grande disagio”. Come dargli torto? Al Cantone ci sono così tanti problemi che il più grande è ricordarli tutti. E pensare che la soluzione alle deficienze strutturali dell’istituto balenava nella mente della classe politica locale da molto tempo, allorquando gli attuali studenti non erano nemmeno un’idea nella testa dei loro genitori. Il deprecabile immobilismo ha termine con la deliberazione del 19 dicembre 2002, nella quale viene indicata in via Nazionale delle Puglie l’area (27.000 mq) dove sarà ubicata la “Cittadella Scolastica”: un complesso di sette mastodontici edifici con tanto di 100 aule didattiche e laboratoriali, attrezzature sportive , auditorium e impianti moderni per il risparmio energetico. La spesa complessiva gravita intorno ai 21 milioni di euro, investimento senza precedenti nella storia dell’edilizia scolastica campana, che risolverebbe in via definitiva l’abietta condizione in cui versano il Liceo Salvatore Cantone e l’Istituto Statale Istruzione Superiore “Europa”. La promotrice sinistra democratica pomiglianese fa dell’opera un manifesto, in tutti i sensi: per una politica al servizio dei giovani e per una politica propagandista che accelera le pratiche in concomitanza di una qualche elezione, con l’intento di tradurre in preferenze i volantini ritraenti l’avveniristico progetto.
![]() |
| Obbrobri vari di difficile definizione |
Seguita il cambio di regia, con l’avvicendamento delle forze politiche, che non varia comunque il biasimevole copione: sotto la legislatura di Lello Russo (Pdl), attuale sindaco di Pomigliano, nella deliberazione della Giunta comunale n. 199 dell’8 luglio 2010, si fa presente “che dall’attento esame dei grafici del progetto definitivo della Cittadella si rileva che le esigenze didattiche della platea scolastica degli istituti superiori non sono soddisfatte in maniera esaustiva “. Infatti, “la suddivisione degli edifici scolastici in bienni e trienni, creerebbe fastidiose promiscuità e interferenze nelle attività scolastiche di istituti di diversa formazione”. Parola chiave: promiscuità. Stando agli atti, è per questo motivo che il progetto esecutivo viene bloccato, proprio ad un passo dall’indizione della gara d’appalto. Sta di fatto che l’inconsistenza della proroga è facilmente riscontrabile, in quanto nello stesso Liceo Salvatore Cantone convivono placidamente tre indirizzi formativi (Scientifico, Sociale e Pedagogico) e la “promiscuità” non è mai stata contemplata tra le annose problematiche. Una spiegazione, molto più convincente di quella resa, è riconducibile ad una finalità demagogica: nessun merito sarebbe stato infatti riconosciuto a "Russo and Company", qualora si fossero limitati a portare a termine l’opera concepita da una diversa amministrazione; inoltre, la gestione di un così esoso esborso fa gola e non poco. Morale della favola: la politica si impegna in inutili querelle e gli studenti, posti tra i due fuochi, ne pagano le conseguenze.
![]() |
| Atrio di una sedicente palestra |
“Durante questa stagione scolastica, c’è stata una grande mobilitazione studentesca; abbiamo avuto persino un tavolo con il sindaco di Pomigliano, Lello Russo. Tuttavia, nulla è valso a nulla e ci siamo sentiti presi per i fondelli”. Un fermo Nappo Luigi, portavoce degli studenti, punta il dito contro le istituzioni, ree di non essere risolute nella loro azione. “Ci pisciano addosso e ci dicono che piove”, per dirla alla Marco Travaglio. Una medesima sensazione fu quella che provò il sottoscritto, durante un incontro con l’assessore all’edilizia scolastica, Marco De Stefano: correva l’anno 2010 e, in occasione di un sit-in tenuto a ridosso della sede della Provincia, una rappresentanza di studenti ottenne udienza. Dopo un comizio durato un paio di orette, al quale la personalità politica si assicurò che assistesse una giornalista così che potesse testimoniare di come si dia ascolto ai giovani, mi arrischiai denunciando la mancata concretezza della base sulla quale, da due anni, si continuasse a procrastinare l’indizione della gara d’appalto, provocando, tra l’altro, lo scialacquamento del denaro pubblico impiegato per l’affitto degli edifici che ospitano Cantone e ISIS Europa. La responsabilità fu riversata sulla reticenza di Lello Russo, che, qualche tempo dopo, durante un incontro con gli studenti, farà il contrario. Poi, d’un tratto, l’assessore rimembra un inderogabile impegno e liquida la mia insistenza con una frase tanto retorica quanto evasiva (modo garbato per dire che se la diede a gambe): “Non dobbiamo pensare al passato, ma al futuro”. Da quel giorno sono passati alcuni mesi e quel futuro è presto diventato passato; ma non mettiamogli troppa fretta: due anni e mezzo sono solo la metà di un lustro, un quarantesimo di secolo e un quattrocentesimo di millennio. Basta incolpare puntualmente i politici. Se l’amministrazione della cosa pubblica non funziona, non è mica colpa degli amministratori. Personalmente, posso solo ringraziare il cielo per lo zelo e la generosità della politica: in effetti, mi ha dato tutto quello che non ho. Scritta nazista in primis.
Lo scopo di questo articolo è quello di portare alla conoscenza della collettività la condizione cui sono costretti gli alunni di questa scuola. Si prega, pertanto, di condividerlo con amici e conoscenti al fine di catalizzare l'attenzione sulla questione.
a cura di Domenico Maione
domenicomaione92@gmail.com





Nessun commento:
Posta un commento