Dal Metropolis del 22/02/12
Madre e nel contempo papà di rincalzo. Tesserata Fiom e, caso vuole, ancora fuori dall’opificio Fiat di Pomigliano assieme agli altri seicento iscritti al suddetto sindacato a fronte di oltre duemila reintegri (due possibilità: discriminazione o attentato alla teoria della probabilità). 900 euro di cassa integrazione, 550 euro di affitto, le bollette da pagare e la tavola da imbandire a pranzo e cena. Due figli adolescenti che – per aiutare la famiglia – hanno lasciato gli studi. E guai a riprenderli: sarebbero degli sfigati! In compenso, tanti lavoretti spumeggianti e mai tediosi, quantunque retribuiti a poche decine di euro a settimana. Un’altra prole, la più piccina, di anni tredici, è stata invece oggetto delle attenzioni degli assistenti sociali, che hanno minacciato di sottrarla alla genitrice, la quale non è economicamente in grado di garantirle i libri per la scuola. La storia di Carmen Abbazia ha catalizzato l’attenzione dei media (dai maggiori quotidiani a “Piazza Pulita”, la trasmissione condotta da Corrado Formigli su La7), ma lo status quo continua a perpetuarsi per effetto di una acuta sordità amministrativa. Invero, la storia di Carmen non rientra nelle priorità dell’agenda politica. Esempio ne è l’indifferenza del ministro del Welfare Fornero, troppo impegnato ad “offendersi” per la farfalla di Belèn, come se il suo fosse il ministero dello “stato inguinale”.
“Mi recai presso l’ufficio di un’assistente sociale interna all’azienda, che si occupa di 104, borse di studio e quant’altro”, racconta Carmen. “Quando le sottoposi la mia situazione di disagio, mi fu detto esplicitamente che io ero iscritta alla Fiom e questo rappresentava un problema in funzione del rientro in fabbrica”. Il caso Fiat, stabilimento entro le cui mura pensare è “un problema”, è stato recentemente preso a cuore dall’onorevole Francesco Boccia, esponente di spicco del Partito Democratico, il quale – come promesso alla cassaintegrata pomiglianese in diretta tv – si è reso promotore di un’interpellanza parlamentare. “Cosa mi aspetto da ciò? Vorrei che l’atto discriminatorio che si sta consumando cessasse quanto prima possibile. I sindacati sono stati oramai sottomessi, lo stesso sistema politico ha chinato il capo alla logica adottata dai vertici del Lingotto. L’azienda ha finora richiamato all’attività lavorativa i dirigenti e le categorie con pochi anni di lavoro alle spalle, dimenticandosi di chi vive realtà difficoltose come la mia. Io, peraltro, lavoro nell’ambito della logistica, che non è neanche sfiorato dalla rotazione, di conseguenza non esiste alcun ostacolo materiale alla mia reintegrazione. Cosa direi a Marchionne, qualora ce l’avessi di fronte? Ma con censura o senza?”
Domenico Maione
LIBERA USCITA
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" Art. 21 della Costituzione Italiana
mercoledì 22 febbraio 2012
Fiat, una mamma in cassa integrazione: "Fuori dalla fabbrica poiché iscritta alla Fiom"
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lunedì 17 ottobre 2011
15 ottobre 2011, antropologia di una piazza
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| Infiltrados fotografati nell'atto di soddisfare la repressa pulsione sessuale di penetrazione ai danni di una vetrina |
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. […] Lasciarli fare. Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì […]”.
Infiltrati o meno che siano, investono la politica del consenso popolare, utile a giustificare la repressione coatta. Non solo fisica, ma anche relativa all’informazione: tutti i media parlano delle guerriglie, pochi e per poco delle mozioni sollevate dalla piazza pacata e ben più popolata. Dannosi al fine dichiarato, si atteggiano a ribelli, ma sono futili strumenti del potere.
Infiltrados bis: Scendono in piazze avulse da linee politiche muniti delle loro bandiere, sottomettendo l’idea individuale all’ideologia prestampata. Pensano per inerzia, agiscono secondo lo stesso principio. I militanti, quelli che –in gran parte- appartengono al partito. Senza, sono nudi. In quel mucchio ci sono anche diversi ultras della Roma e della Lazio. In fondo, sono come loro: tifosi.
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| All'occhio vigile di Gasparri non gliela si fa: son tutti vandali |
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| Manifesto della libertà di stampa italiana |
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| Sadomasochisti, alias veri "Indignados" |
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mercoledì 14 settembre 2011
Inchiesta a tradimento: Vincenzo Romano, l'ipocrisia fatta uomo
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| Nella foto, Vincenzo Romano ritratto un attimo prima di saziare la perversione di fare sesso con un rettile per poi tirarsela con gli amici. |
Vincenzo Romano è uno SPORCO ipocrita. E non solo perché non
si lava. Guardate, apprendete e diffondete:
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| In alto, pur senza citare Tolstoj, De Sio fa incetta di “Mi piace”. Sotto, l'infedele Romano viene smerdato in maniera epica. |
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Da notare la facilità di congiuntivo del Rega e l’annessa esclamazione
di giubilo “yeah!”, decisamente poco etero da parte sua. Sopra, Vittorio Stumpo millanta poteri vudù.
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Aggiornamenti in tempo reale:
Moana Pozzi rediviva: “Sospendo la mia presunta morte solo
per dichiarare che Michele Rega è l’unico che in fatto di inculate ricevute mi
surclassa alla grandissima”.
Numerosi gli auguri pervenuti dal mondo del porno alla
matricola da poco iniziata alla professione. Eva Henger al neo-collega Rega:
“Buon compleANO”.
Oltre al contratto sostanzioso, il regista Tinto Brass ha
già pronto lo pseudonimo del nuovo cavallo di battaglia della sua scuderia: “Si
chiamerà Michele Sega”. Ammazza che fantasia!
Contattato in esclusiva, il compagno di classe Nappus, affetto da un'incipiente calvizie, ha
chiosato non senza una gaffe: “Lo scandalo deskmate forever? Da mani nei
capelli”.
Zlatan Ibrahimovic sulla indecorosa vicenda (col suo
italiano in grande spolvero): “Romano è traditore, peggio che me. Io in
confronto idolo iuventini”.
Alena Seredova si dice comprensiva: “Capisco Romano, Maione
è pur sempre un bel bocconcino”. <--- Nun
vogl fa 'o BUFFON, ma questo è un esplicito ammiccamento.
Thanks to...
Il primo omaggio di gratitudine è indirizzato a Rocco
Mariano, per l’immancabile supporto morale. Marià, sei il mio più saldo
sostegno, la mia ringhiera. Però vaffanculo senza motivo!
Si ringrazia, come al solito, un semper sontuoso Davide
Caiazzo, autore della massima filo-cristiana: ”La verità viene sempre a galla”.
Caià, porcaccio Giuda, ma quante ne sai?!?
Grazie anche a Moana Pozzi, per l’occasione sottrattasi alla sua esistenza ritagliata ai margini della società. Volete sapere dove si nasconde? Semplice, nelle cassette che Antonio
Tranchese ammanta sotto il letto di sua sorella.
Eva, forse non lo sai, ma con quell’accento dell’est che ti mangi le doppie hai fatto una battuta. Congratulations!
Cara Alena, mi lusinghi! Anche tu non sei malaccio...
Vi lascio con un’ultima chicca. Lo sapevate che Giuseppe
Iossa impiega 5 minuti per lavarsi, e che Terracciano, nel medesimo intervallo
di tempo, per sua stessa ammissione (in prima superiore, quando pensava che
meno ci mettevi meglio era), suona al campanello, soddisfa le voglie sessuali
dell’amata e si fa la doccia?
Dedico questo post al mio compagno di banco. Che non mi ha mai
tradito. Almeno credo…
Domenico Maione
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